ARCHIVIO CRISTINA TRIVULZIO BELGIOJOSO

L’Archivio Cristina Trivulzio Belgiojoso (1808-1871) è entrato a far parte del patrimonio della Fondazione Trivulzio nel corso del 2013.

La documentazione che vi è conservata copre un ampio arco cronologico dal XIV al XX secolo ed è composta di atti, scritture e carteggi, raccolti in 200 faldoni e volumi rilegati. Le carte riguardano vicende famigliari e personali e la gestione del patrimonio.

Il nucleo originale è costituito dalla documentazione relativa a proprietà fondiarie ereditate da Cristina Trivulzio Belgiojoso e alla loro amministrazione. Ad esso si aggiungono carte personali della principessa e della figlia, Maria Barbiano di Belgiojoso Trotti Bentivoglio.

DESCRIZIONE

Araldica Trivulzio (1805 – 1839)
La serie contiene Documentazione relativa a rapporti tra membri della famiglia Trivulzio e diverse autorità pubbliche e al tutoraggio di Cristina Trivulzio.

Benefici (1499 – 1868)
La serie contiene Documentazione relativa al beneficio della chiesa di Santa Maria alla Fontana di Locate e a chiese diverse.

Crediti (1690 – 1840)
La serie contiene Documentazione relativa a ipoteche, cartelle di banchi e monti, contribuzioni a carico di membri della famiglia Trivulzio e famiglie diverse.

Debiti (1763 – 1878)
La serie contiene Documentazione relativa a debiti o mutui diversi.

Eredità (1606 – 1862)
La serie contiene Documentazione relativa a testamenti, divisioni, cause e transazioni per l’eredità di membri della famiglia Trivulzio. Contiene anche Documentazione relativa alla dichiarazione di maggiore età e all’amministrazione da parte di un tutore del patrimonio di Cristina Trivulzio. E infine contiene Documentazione relativa al sequestro politico, poi giudiziale, della sostanza di Cristina Trivulzio Barbiano di Belgiojoso (1833).

Matrimoni (1824 – 1860)
La serie contiene Documentazione relativa al matrimonio di Cristina Trivulzio e Emilio Barbiano di Belgiojoso e alla dote di Cristina Trivulzio. Contiene anche Documentazione relativa a membri della famiglia Trivulzio.

Fondi (1312 – 1919)
La serie contiene Documentazione relativa a Fondi diversi: Affori, Locate, Melzo, Varese, Vigevano, Villamaggiore e Zibido.

Amministrazione Cristina Trivulzio Belgiojoso (1541 – 1900)
La serie contiene Documentazione relativa a affari diversi, inventari di beni, pensioni e assegni, amministrazione contabile, affari controversi e beni di Locate e Villamaggiore.

Miscellanea Cristina Trivulzio Belgiojoso (sec. XIX)
La serie contiene Corrispondenza d’amministrazione, Documentazione contabile, Carte relative al sequestro politico 1848-1849 e Documentazione relativa al Testamento di Cristina Trivulzio Barbiano di Belgiojoso, Diario di viaggio in Asia Minore di Cristina Trivulzio di Belgiojoso (copia manoscritta, non di suo pugno e copia dattiloscritta).

Amministrazione Maria Barbiano di Belgiojoso Trotti Bentivoglio (1737 – 1918)
La serie contiene Documentazione relativa all’amministrazione contabile, cause e vertenze, eredità e fondi.

Amministrazione Valperga di Masino (1919 – 1946)
La serie contiene Documentazione relativa all’amministrazione di fondi in Locate, la Pliniana e Venturina.

Miscellanea notarile (secc. XIV-XVIII)
La serie contiene Atti notarili, in originale e copia, datati dal XIV al XVIII secolo.

Registri (sec. XIX)
Serie di 20 registri che comprendono Registri di Protocollo, Rubriche, Mastri.

LA STORIA DELL'ARCHIVIO

L’Archivio di Cristina Trivulzio Belgiojoso nasce con lo stralcio dall’Archivio della famiglia Trivulzio della documentazione relativa ai fondi ereditati dalla principessa alla morte del padre Gerolamo Trivulzio (1778-1812). A questo nucleo originale si sono poi aggiunti nel tempo i documenti prodotti nell’amministrazione delle sue proprietà e, in particolare, i fondi di Locate e Villamaggiore, dalla stessa Cristina Trivulzio Barbiano di Belgiojoso, dalla figlia Maria Barbiano di Belgiojoso Trotti Bentivoglio e dagli eredi Valperga di Masino. Attraverso questo ramo della famiglia l’archivio è pervenuto alla famiglia Vivarelli Colonna che, nel 2013, lo ha ceduto alla Fondazione Trivulzio.

L’Archivio contiene anche documentazione personale di Cristina Trivulzio Barbiano di Belgiojoso e di Maria Barbiano di Belgiojoso Trotti Bentivoglio.

Al momento della cessione alla Fondazione Trivulzio le carte si presentavano prive di alcun ordine. Il nucleo versava in cattive condizioni di conservazione, infestato da insetti; si è quindi proceduto alla disinfestazione e ad una prima pulitura delle carte. Successivamente si è effettuata una prima analisi della documentazione, identificando il contenuto dei singoli fascicoli, che sono stati condizionati provvisoriamente.

Con l’ausilio degli strumenti di corredo che accompagnavano le carte e delle segnature riportate sulle camicie originali, sono state identificate le serie. In base a queste l’archivio è stato riordinato, inventariato e condizionato.

BIOGRAFIA DI CRISTINA TRIVULZIO BARBIANO DI BELGIOJOSO (1808-1871)

Cristina Trivulzio Barbiano di Belgiojoso, figlia di Gerolamo Trivulzio (1778-1812) e di Vittoria Gherardini (1790-1836), nacque a Milano il 28 giugno 1808. Cristina rimase orfana di padre a quattro anni. La madre si risposò un anno dopo con Alessandro Visconti d’Aragona ed ebbe da questi un figlio maschio e tre altre figlie femmine (Alberto, Virginia “Valentina”, Giulia, Teresa). Poche le notizie relative alla sua infanzia; istruita nel canto e nelle arti, ebbe come maestra di disegno Ernesta Bisi, che la introdusse qualche anno più tardi nella cospirazione carbonara.

Nel 1821 Alessandro Visconti d’Aragona fu arrestato con l’accusa di aver partecipato ai moti carbonari e tenuto prigioniero per due anni.

Nel 1824 Cristina sposò Emilio Barbiano di Belgiojoso, dal quale tuttavia si separò nel 1828.

Alla fine degli anni venti la principessa si avvicinò ai protagonisti dei movimenti per la liberazione. La posizione sociale e la parentela con il nonno Maurizio Gherardini, Gran Ciambellano dell’Imperatore d’Austria e Ministro plenipotenziario d’Austria presso la corte sabauda, la salvarono dall’arresto.

Nel 1829 fu a Roma, Napoli e Firenze. Nel 1830 in diverse città della Svizzera, tra le quali Ginevra e Lugano. Nel 1831 in Francia, a Marsiglia e Lione. Coinvolta nella causa italiana, finanziò la spedizione in Savoia. Giunse quindi a Parigi colpita da un decreto che la minacciava di morte civile qualora non fosse rientrata nel territorio austriaco entro tre mesi. Il decreto prevedeva «la confisca di tutte le proprietà, al momento dichiarate sotto rigoroso sequestro». Strinse amicizia con il marchese di La Fayette. Collaborò con il giornale “Constitutionnel”. Quando la sua situazione economica migliorò, aprì un salotto, in cui convenivano le più illustri ed eminenti personalità del tempo.

Il 23 dicembre 1838 nacque Maria, l’unica figlia della principessa. Nel 1839 rientrò in Italia e scelse di vivere a Locate, dove si impegnò in azioni umanitarie e sociali, dotò le giovani spose, aprì un asilo, una scuola elementare, scuole professionali e nel suo palazzo offrì riparo, pasti caldi, medicine ai contadini e ai poveri del luogo. Per alcuni anni visse tra l’Italia e la Francia, occupata a dare sviluppi ulteriori al suo impegno sociale e dedita alla stesura di importanti saggi. Tra il 1845 e il 1848 l’attività giornalistica divenne prevalente, insieme con il sostegno alla causa risorgimentale e alla battaglia per il raggiungimento dell’Unità d’Italia. Fu a Milano nel 1848, poi a Roma a difesa della Repubblica, dove resse l’organizzazione degli ospedali.

Caduta Roma, partì per un viaggio in Asia minore, che descrisse nel volume Asie mineure (1858). Tornò in Italia, a Locate, nel 1855, grazie ad un’amnistia. Nel 1858 morì il marito Emilio Barbiano di Belgiojoso. Nel 1860 la figlia Maria sposò Ludovico Trotti Bentivoglio.

Si trasferì a Blevio, sul lago di Como. Morì nel 1871 e fu sepolta a Locate Triulzi.